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LE NEVIERE A TREVICO

Foto panoramica Trevico

Le neviere luoghi sotterra molto profondi, costruiti in pietra lavica e malta, veniva ammassata neve che serviva da ghiaccio durante l’estate. Prima di ammassarla, si preparava il fondo piattaforma costituita da tronchi di legno con ginestre intrecciate, in modo che il terreno assorbe l’acqua che man mano si creava a causa dello scioglimento del ghiaccio. Evitando che l’acqua causasse lo scioglimento rapido del blocco. Di queste neviere che erano quattro… solo due sono ancora intatte. Trevico sorge, a 1094 mt. s.l.m., su uno sperone della dorsale appenninica nell’alta valle dell’Ufita (AV). Paese immerso nel verde, da numerosi boschi, pinete, si respira aria fresca e pulita. Un Bosco dell’Impero, ai piedi del Castello, che si estende su una superficie di 40 ettari e confina con il Parco Rita, bosco che sovrasta il campo di calcio. La Pineta, dotata di percorso vita e aree picknik, che consentono di trascorrere il tempo libero all’aria aperta. L’incantevole panorama che offre grazie alla sua altitudine. I suoi tre Belvedere (S. Antuono, Il Balcone ed il Castello) si può vedere, il Gargano ed il Vesuvio in condizioni di bel tempo.

Origini di Trevico risalgono all’età longobarda, il paese citato da Orazio nella notissima satira che racconta il suo viaggio Roma – Brindisi in compagnia di Mecenate nel 37 a.C. Nel Medioevo, Trevico centro e roccaforte della Baronia di Vicum, con gli attuali comuni: Carife, Castello, S. Nicola, S. Sossio e Zungoli, Vallata, Flumeri, Montaguto, Accadia, S. Agata di Puglia e Ascoli Satriano. Nel 1507, Re Ferdinando II il cattolico, donò la Baronia di Vico al suo gran Capitano Consalvo Fernandez de Corduba, duca di Sessa.
Nel 1515, la figlia del Capitano, Elvira, smembra l’unità della Baronia di Vico, donandola a suo figlio, Flumeri, S. Nicola, Castello ed Acquara e vendendo le città di Trevico e S. Sossio a Francesco Loffredo.
Oggi la Baronia comprende i comuni di Trevico, Vallesaccarda, Scampitella, Vallata, Carife, Castello, S. Nicola, S. Sossio e Flumeri.
Il nome del paese deriva probabilmente dal latino “Tres Vici”, che indicava l’insieme di tre villaggi: frazione S. Giuseppe e Taverna delle Noci in Vallesaccarda, e S. Pietro di Olivola verso la Puglia.
Alcuni fanno derivare il nome dalla Dea Trivia che una volta aveva un tempio su questo monte. Trevico fu sede vescovile per circa un millennio (da qui anche il motivo dell’appellativo di Città), probabilmente dal 1058, dopo il concilio di Melfi, fino al 1818, anno in cui, “dopo il passaggio al Regno delle Due Sicilie, fu unita alla Diocesi di Lacedonia”.

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